Questo blog non vuole essere nulla di più di una pagina in cui mi metto più o meno a nudo, non vuole essere poesia, ma solo un altro recipiente per i miei pensieri e le mie idee oltre alla mia mente. Benvenuti. V.

Eccomi

Utente: VictorTheOne
Nome: Vittorio Tondo
Un ragazzo nato e vissuto a Torino fino a 17 anni, trasferitosi poi in Galles, Swansea, per proseguire i suoi studi e la sua vita.


Scambio Banner Gratuito
Cerrrca.com

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Foto Recenti

Vedi altri media

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Cerca con Google!

domenica, 07 giugno 2009
Il ritorno del filosofo

Ciao a tutti! E' passata una bella manciata di tempo dall'ultima volta che ci siamo "sentiti", devo ammettere che ho percepito la vostra mancanza!

Ma veniamo alla sostanza.

E' da diverso tempo che mi pongo questo quesito, ed una prospettiva di questo tipo mi lascia sempre un po' indeciso su che risposta darmi, ho quindi intenzione di condividere questo pensiero con voi.

Mettiamo caso che un essere umano nasca con seri problemi fisici, che sia dunque afflitto dalla totale assenza dei cinque sensi: tatto, olfatto, udito, vista e gusto. Come sarebbe l'esistenza di questo individuo? Cosa avrebbe nella sua mente? Sarebbe dotato della capacità di pensare? E se si, a che cosa? Che processi si formerebbero dentro di lui?

Personalmente penso che svilupperebbe una forma di ragionamento e di pensiero a noi totalmente aliena, dal momento che ciò che si troverebbe nella sua mente non sarebbe affatto basato sui principi sopra i quali la nostra coscienza si forma. Ma non riesco a farmi un'idea chiara della situazione.

Sperando in risposte illuminanti, vi mando un abbraccio.
V.

Postato da: VictorTheOne a 18:05 | link | commenti (9)
parole, vita, psicologia, viaggio, sogno, scoperta, pensiero, anima, mywhile

lunedì, 30 marzo 2009
L'ispirazione

Cos'è l'ispirazione?

Pongo questa domanda a tutti voi, ma cerco di rispondere a mia volta.

Non c'è un solo tipo di ispirazione secondo me, ma moltissimi, spesso diversi da persona a persona. Generalmente però, si può dire che sia un istante, un flash che fulmina il nostro cervello e lo trasforma in una macchina da creazione, che deve rigurgitare immediatamente un sentimento sotto forma di arte. Sì, perchè non c'è vera arte senza ispirazione. Il flash è sempre causato da un altro evento, come ogni pensiero d'altronde, ma l'ispirazione è un pensiero di classe A, ben differente da tutti gli altri pensieri che, MOLTO a grandi linee, possiamo considerare di classe B.
Ma l'ispirazione può anche essere coltivata, lentamente fatta crescere dentro di noi. Infatti a volte può accadere che, più o meno lentamente, prendiamo un pensiero X, un'idea, e gradualmente lo stiriamo, schiacciamo, arrotoliamo, fino a farlo diventare arte...

Attendo la vostra opinione.

Un abbraccio
V.

Postato da: VictorTheOne a 00:37 | link | commenti (8)

If / Se

If you was Ocean, I would be Sand
If you was Moon, I would be Sun
If you was Summer, I would be Spring
If you was Song, you'd be the one I'd Sing


------------------------------------------------------------------

Se tu fossi Sabbia, io sarei Oceano
Se tu fossi Luna, io sarei Sole
Se tu fossi Primavera, io sarei Estate
Se tu fossi Canzone, saresti quella che canterei

Postato da: VictorTheOne a 00:12 | link | commenti (3)

domenica, 08 marzo 2009
Se

Se fossi un pittore, cercherei di dipingere i tuoi occhi, ma sicurarente morirei prima, perchè a mano umana non è concessa perfezione...

Postato da: VictorTheOne a 00:21 | link | commenti (1)

giovedì, 12 febbraio 2009
Si va a Dublino! - Parte I

Ecco qui l'inizio della trasposizione del report del mio viaggio a Dublino. Essendo abbastanza lungo ed articolato, ve lo proporrò a puntata, spero vi divertiate.

Parte I

Sono sul pullman che parte da Swansea ed arriva all'aereoporto di Bristol.
Sta nevicando.
A volte mi chiedo come mai venga ancora affascinato da questo spettacolo ancora oggi, nonostante io conosca la neve da... sempre direi.
E' così delicata, bianca, bella.
La pioggia in confronto impallidisce, la grandine poi...
Anche il più penoso edificio anni 80'-90' diventa affascinante se spolverato dalla neve.
Speriamo solo che a Bristol non nevichi, altrimenti l'aereo non parte mai più.


E infatti...
Ritiro tutto quello che ho detto sulla neve.
Sono le 15.09 e sono fermo, intrappolato a Bristol. Il 95% dei voli è stato concellato, il mio compreso, causa neve. Notare che alle 9.00 sarei dovuto essere a Dublino.
In buona sostanza sono stato trasferito al volo delle 22.30 diretto ad una certa Shannon, dove poi prenderò il pullman per Dublino (3 ore di viaggio circa)
La grande incognita è: Questo aereo partirà? Non si sa.


H 18.18 Un barlume di speranza, sul grosso (e rosso a causa dei voli cancellati) tabellone analogico è segnato il mio volo, seguito dall'apertura del check-in: 19.30.
Dai che forse ce la facciamo!


Ne avevo viste di belle scene in vita mia, ma di questa caratura poche.
E' stato un misto fra divertimento, sgomento e fratellanza.
Ho dormito sul nastro trasportatore del check.in, dopo essermi abbuffato di qualsiasi porcheria avessi sotto mano.
Ho scoperto che, a parità di condizioni, gli italiani fanno molta più scena e casino (Una cosa simile mi era già capitata a Malpensa) Rispetto agli anglosassoni.
Ho scoperto che, a parità di condizioni, gli anglosassoni bevono.
Ho assistito infatti ad una scena divertente e preoccupate allo stesso tempo: Una famiglia composta da padre, madre due figli (Uno avrà avuto 12 anni) ed una figlia aveva appena scoperto che il suo volo era stato cancellato. Incazzatura direte voi? Ma che! Il ragazzo più grande salta su dicendo: "Why dont we go to a pub and we get wrecked like?" = "Perchè non ce ne andiammo in un pub e ci sfasciamo tipo?".
Risposta dei genitori? Ovviamente entusiasta!
La mia faccia era simile a quella di Willy il Coyote quando gli cade la mascella.
Infine ho imparato cosa provava il tizio che ha ispirato la creazione del film "terminal".
Sono esperienze che arricchiscono!


H 23.01
Ce l'abbiamo fatta. Sono seduto bello bello sull'aereo e faccio parte di uno strano trio, composto da una dolce, anziana signora, una ragazza irlandese dai capelli, ovviamente, rossi, ed il sottoscritto. Abbiamo già condiviso assieme alcuni capitoli di questa odissea, quindi siamo legati dalla sofferenza.
Ma poi, dove stiamo andando? Shannon? Chi l'ha mai sentita? E' un po' come se un inglese diretto a Torino venisse dirottato a Bra.
Insomma, sto rimbalzando in un luogo di cui non conoscevo l'esistenza, il cellulare si sta scaricando definitivamente, devo prendere un pullman non so dove per arrivare in una città della quale conosco solo il nome e la birra, scendere in un luogo mai visitato prima, e cercare di intuire la direzione approssimativa da prendere grazie al mio quinto senso e mezzo.
Figo.


H 00.00 circa
benvenuto in Irlanda!
Il guido del bus mi ha appena mi ha appena alleggerito di 20£, a nessuno è venuto in mente che in Irlanda si usa l'Euro!?
Insomma, il tizio mi ha detto di non avere resto, se mi andava bene così pace, altrimenti a piedi fino a Dublino: ho scelto "pace".
Incominciamo bene.


Dentro al pullman sono circondato da una mandria bovina di francesi ubriachi, ma ubriachi che manco gli alpini al raduno...
Per di più puzzano di cipolla.
Fortunatamente ad un certo punto il sonno fucila tutti, ed uno di loro si addormenta sulla mia spalla.


H Tardi. (Saranno le 4)
Scendo dal bus ed è la disperazione.
Mi getto in mezzo ad una strada a caso, naturalmente mai vista prima.
Il freddo mi si pianta nelle carni come fosse composto da lame, che paiono essere ancora più affilate a causa del sonno e della stanchezza che mi attanaglia.
I minuti di panico sono due, poi riprendo la mia vita in mano, prelevo degli euro, e fermo un taxi.
Il tizio pare capire dove sono diretto e per 5 € mi porta dritto dritto all'ostello.
Varco la porta, e mi pare di essere finito in un film di Tarantino. Dietro al bancone sta un panzone che ispira tutto tranne fiducia.

 - Sono Vittorio Tondo, una mia amica ha prenotato per me oggi
 - (Controlla sul quaderno) mmm
 - Ha la ricevuta se vuoi, solo che la devo chiamare perchè me la porti
 - mmm
 - ...
 - mmm
 - mmm?
 - Ok, your room is 406 (Mi pare)
 - (Attendo per un attimo le chiavi, poi vedendo che non arrivano mi ricordo che non è camera MIA, ma di 8 persone diverse, e salgo le scale)

Mi trovo davanti alla porta, con un lenzuolo in mano ed un tascapane in spalla. Busso. Non risponde nessuno. Apro la porta. Accendo la luce. Parte una bestemmia. Getto il lenzuolo sul letto lercio. Le bestemmie continuano. Spengo la luce. Le bestemmie si fermano. Mi getto sul letto vestito usando il tascapane come cuscino. Il materasso è sfondato. Il mio culo in una voragine.
Chissene frega, voglio solo dormire.

Postato da: VictorTheOne a 18:58 | link | commenti (3)
parole, amore, vita, storia, viaggio, sogno, scoperta, gioia, voce, anima, trasformazione, dublino, mywhile

giovedì, 05 febbraio 2009
Parto...

Tra poche ore partirò per il week-end.
Destinazione: Dublino.
Mi porterò dietro il mio leggendario quaderno di versi e disegni, sperando che i folletti mi ispirino :-)
Un abbraccio a tutti voi che mi leggete.
V.

Postato da: VictorTheOne a 21:42 | link | commenti (3)
parole, poesia, amore, vita, sociologia, psicologia, foto, sogno, gioia, voce, anima, trasformazione, mywhile

Osservami...

Mi osservi, con il tuo sorriso innocente...

Sorridi, facendomi perdere in memorie che nemmeno ricordavo di avere...
Mi parli, come le sirene che stregarono Ulisse e molti ancora...
E allora io mi chiedo chi sei tu, dolce musa, cosa ti porta da me?
Cullami ancora nelle calme onde del tuo cuore...
E allora mi chiedo chi sei tu, cosa mi porta da te...
E se un giorno ti dovessi reincontrare,
se un giorno mi dovessi reincontrare
Giura che farai affondare ancora la mia nave.

Postato da: VictorTheOne a 17:28 | link | commenti (2)

martedì, 03 febbraio 2009
L'anima

Dolcezza... profonda dolcezza.
Il suono del vento fra le bianche foglie.
Neve... accarezza il mio volto, percepisco la tua mano delicata...
Lacrima, scorri sulla mia guancia, scalda i miei zigomi, bagnami le labbra.
Sogno, assalimi, possiedimi, rendimi me stesso.
Perchè non sono uomo, perchè non sono carne, perchè sono aria, perchè sono vento, sono vita pura, sono essenza.
Profumo di vita, amore incondizionato, assali i miei sensi, perchè non sono sangue, non sono ossa.
Sono etere. Sono idea. Sono Anima.

Postato da: VictorTheOne a 02:13 | link | commenti (7)
parole, poesia, amore, vita, sogno, gioia, voce, anima

lunedì, 02 febbraio 2009
Photoshop!

Una mia passione è sempre stata l'arte, fin da quando ero piccolo ho amato la creazione, questo grande potere, racchiuso nelle mani di tutti noi ed, alcune volte, inutilizzato.
La "creazione", la capacità di trasferire i nostri pensieri in immagini concrete, prende migliaia di forme e nomi differenti, dall'arte, alla semplice parola, siamo in continua fase creativa, anche senza accorgercene. Questo stesso blog è un ottimo esempio della capacità creativa umana.
Tornando a noi, ultimamente (non molto "ultimamente" a dire il vero, saranno 3 anni :-)) Ho scoperto le potenzialità del mitico programma della Adobe, "Photoshop".
Smanetta che ti smanetta, ogni tanto mi prende l'estro e tiro furi delle creazioni, ecco le ultime due:

Numero 1



Numero 2



Devo dire che ero particolarmente ispirato.
Un saluto
V.

Postato da: VictorTheOne a 15:43 | link | commenti (6)
amore, vita, foto, sogno, fotografia, gioia, photoshop, trasformazione, fotoritocco, mywhile, shaders, gradient

The Milgram's Experiment - L'esperimento Milgram



L'esperimento Milgram, come viene chiamato in Italia, fu un'esperimento di psicologia sociale condotto dallo studioso americano Stanley Milgram, considerato l'esperimento più rivoluzionario (Nonchè uno dei più contestati) della storia della psicologia.
L'intenzione di S. Milgram era quella di studiare le reazioni di individui ai quali sarebbero stati imposti ordini da una figura autoritaria, per osservare se sarebbero stati in grado di andare contro ai loro principi etici e morali solo perchè così gli era stato ordinato di fare.
Figlio di genitori ebrei, Milgram condusse il suo esperimento per smentire la teoria secondo la quale le atrocità commesse dal regime nazista fossero dovute solo da un difetto caratteriale tipico del popolo tedesco, ovvero un estrema disciplina ed obbedienza all'autorità. In effetti molti degli ufficiali delle SS, posti sotto processo, avevano dichiarato di star solamente obbedendo agli ordini.

L'esperimento

Il gruppo di partecipanti all'esperimento fu formato tramite un annuncio sul giornale, ognuno di coloro che lo componeva avrebbe ricevuto una ricompensa in denaro (Attorno ai 50$).
Furono in 40 a rispondere ed a presentarsi, tutti uomini americani dai 20 ai 50 anni, ognuno dei quali credeva che avrebbe preso parte ad una ricerca riguardo all'apprendimento ed alla memorizzazione all'università di Yale (Scelta per l'ambiente autoritario e scientifico).
I partecipanti all'esperimento erano tre: Lo scienziato, nonchè figura autoritaria, un partecipante ed un attore, facente la parte di volontario a sua volta.
I due volontari venivano esortati ad estrarre da un cappello uno dei due bigliettini in esso contenuti, i quali avrebbero definito chi avrebbe preso la parte dello studente e chi dell'insegnante. L'attore fingeva di aver pescato il bigliettino dell'allievo, nonostante anche sul suo foglietto ci fosse scritto "insegnante".
A questo punto il reale partecipante veniva portato in una stanza adiacente a quella in cui si trovava lo "studente" e, fatto sedere di fronte ad un terminale con dei pulsanti etichettati con diversi voltaggi, veniva esortato dal ricercatore a porre una serie di domande all'allievo tramite un interfono; se l'allievo avesse sbagliato, allora il volontario gli avrebbe dovuto somministrare una scarica elettrica (15 Volts). Per ogni errore ulteriore, il partecipante avrebbe dovuto proseguire ad incrementi di 15 volt (30 - 45 - 60 etc...).
Lo switch con voltaggio massimo era etichettato 450 Volts - XXX.
Ad ogni tipo di scossa l'attore era istruito ad avere una certa reazione, ad esempio, dopo un consistente numero di incrementi, l'attore, che in realtà non riceveva alcuno shock, avrebbe battuto con forza contro il muro, pregando di smettere. Da 300 Volts in poi, l'attore era stato istruito a tacere come se fosse senza sensi o morto.
I partecipanti erano liberi di abbandonare l'esperimento, ma questo non gli venne detto, anzi, lo scienziato, nel caso in cui i partecipanti si fossero dimostrati riluttanti a proseguire, avrebbe dovuto esortarli con una di queste frasi, in ordine:

1. Continui.
2. L'esperimento richiede che lei continui.
3. E' assolutamente essenziale che lei continui.
4. Non ha altra scelta, deve continuare.

Risultati

 - Il 65% Dei partecipanti (26 su 40) somministrò tutti i voltaggi all'allievo, raggiungendo i 400 Volt
 - Un solo partecipante si rifiutò di partecipare oltre la scarica da 300 Volt, cioè quando l'attore    restava in silenzio
 - NESSUN partecipante si fermò prima della scarica da 300 Volts

Assurdo non trovate? L'eperimento peraltro è stato ripetuto più e più volte in diversi stati e con diversi partecipanti (Donne incluse) ed ha sempre dato risultati simili.
Ora la domanda sorge spontanea: cosa avremmo fatto noi? Ci saremmo piegati agli ordini di uno scenziato fino ad uccidere un nostro simile?
Io non ne ho la certezza, ma purtroppo credo di si; mi piacerebbe poter dire che non avrei nemmeno superato i 30 volt, ma i dati paiono dire la verità da soli.
Sono dunque giustificabili i crimini commessi dal regime nazista durante la seconda guerra mondiale? Le atrocità commesse da Stalin?
Gli stermini attuati da Tito?
Molte domande sorgono e sorsero, ma alla fine della storia il punto è che questi numeri parlano da soli, e a me non viene da fare altro se non restare a bocca aperta, senza parole.

 


Postato da: VictorTheOne a 14:45 | link | commenti (3)
sociologia, psicologia, regime, stanley, stalin, shock, esperimento, nazisti, conformismo, autorità, nazista, milgram, mywhile